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T.A.R.S.U.

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gennaio 10
16:14 2010

La tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, abbreviata in TARSU, è prevista dal Decreto Legislativo n. 507/1993 che ha subito successive modifiche. I comuni applicano questa tassa sulla base del costo totale del servizio di raccolta e successivo smaltimento dei rifiuti usando come parametro la superficie dei locali di abitazione e di attività dove possono avere origine rifiuti di varia natura. La tassa è dovuta al Comune per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, oltre che di spazzamento delle strade pubbliche. Il servizio è gestito dal Comune in regime di privativa. Oggetto di raccolta sono i rifiuti domestici e quelli cosidetti assimilati ovvero quelli derivanti da attività economiche, artigianali, industriali che possono essere assimilati per qualità a quelli domestici. L’assimilazione viene decisa dal Comune con apposita delibera

 

Soggetti passivi

 

Soggetti passivi di questa tassa sono i detentori di immobili e di superfici scoperte operative a qualsiasi uso destinate che esistono nel territorio del Comune impositore. Chi detiene o occupa a qualsiasi titolo un immobile o una superficie operativa deve presentare una Denuncia ai fini dell’applicazione della Tarsu, dichiarando la superficie dell’immobile, l’uso a cui è destinata, i dati catastali oltre ai suoi dati personali. Sono esenti dal pagamento del tributo gli immobili che per loro natura non possono produrre rifiuti perché in obiettive condizioni di inutilizzabilità che devono essere denunciate e dimostrate con idonea documentazione dal detentore o proprietario.

 

Le categorie

 

L’Ente territoriale, con apposito Regolamento, stabilisce delle categorie a cui corrispondono delle tariffe al metroquadro: ogni categoria identifica dei gruppi all’interno dei quali si possono riunire particolari tipologie di immobili destinati ad attività economiche o a scopo residenziale. Le categorie possono essere suddivise in due gruppi principali: gli immobili a uso domestico e quelli ad uso non domestico. Un negozio sarà inserito nella categoria “non domestico”, mentre in quello “domestico” andranno le abitazioni o i box se pertinenze delle abitazioni stesse. La tariffa, applicata al metroquadro, sarà stabilità tenendo conto della tipologia e pontenziale quantità di rifiuto prodotto. Al supermercato o al negozio di frutta e verdura o alla pescheria sarà applicato di norma una tariffa più alta rispetto all’abitazione. Di fatto però, la commisurazione della tassa non è legata all’effettiva produzione di rifiuti, ma alla superficie netta calpestabile dell’immobile. Un solo abitante di una casa di 100 mq paga di più di cinque persone che risiedono in un alloggio di 50 mq. Non sono soggetti alla Tassa Rifiuti Solidi Urbani i rifiuti definiti tossico-nocivi che devono essere smaltiti a carico del produttore con apposite ditte che provvedono allo smaltimento di questi rifiuti pericolosi.

 

Riscossione del tributo

 

Il comune riscuote la tassa con l’iscrizione a ruolo del tributo dovuto, quindi con l’emissione di cartelle esattoriali che possono essere anticipate da un avviso di pagamento detto anche avvio bonario che permette al cittadino di pagare senza i costi di notifica della cartella e al comune di incassare prima le somme. Il Comune non può comunque incassare più di quanto spenda per il servizio di raccolta e smaltimento.

 

TARSU (Tassa Rifiuti Solidi Urbani)

Tariffe in vigore

 

Prospetto riepilogativo delle tariffe TARSU adottate per I’anno 2012 con Delibera di Giunta n. 192 del 19/10/2012 :

 

Cat.

CATEGORIE CONTRIBUENTI

Tariffe  senza 15%  €. x mq.

Tariffe con 15%  €. x mq.

1

Ristoranti e mense.

6,84

7,87

2

Negozi frutta e verdura.

6,05

6,96

3

Alberghi, locande, pensioni e simili.

5,16

5,93

3.1

Camere annesse alla categoria 3).

1,73

1,99

4

Collegi, convitti, istituti o case di riposo etc.

5,16

5,93

5

Esercizi commerciali, bar, negozi diversi dalla cat.2.

5,16

5,93

5.1

Autosaloni, sale esposizioni e mostre, altre similari.

2.66

3,06

5.2

Depositi senza attività di vendita.

3,25

3,74

6

Uffici professionali e commerciali

5,12

5,89

7

Teatri, cinema, circoli.

3,21

3,69

8

Stabilimenti industriali, laboratori e botteghe artigiane

2,66

3,06

9

Scuole e Uffici Pubblici

1,90

2,18

10

Case di abitazione

1,73

1,99

 

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