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Insediamanti Archeologici

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gennaio 01
16:34 2010

Una frequentazione umana millenaria e vicende storiche che hanno posto a contatto gli abitanti di quest’area costiera tirrenica con le più diverse civiltà del bacino del Mediterraneo hanno lasciato sul territorio uno sterminato patrimonio di beni archeologici che connota con tracce indelebili il paesaggio agrario e urbano. Recenti indagini sul territorio hanno portato alla scoperta di siti di interesse preistorico e protostorico nella frazione di Campora San Giovanni, nella località di Imbelli e sulla riva destra del torrente Torbido; sui versanti acclivi di Cozzo Piano Grande, nel territorio di Serra D’Aiello; nell’area di Cleto e Savuto.

 

Sin dal Neolitico la fascia costiera che gravita intorno ad Amantea, come è attestato dai cospicui ritrovamenti di ceramica di Stentinello e di Ossidiana Liparitica a Campora e sulle balze collinari prossime al fiume Savuto, ha avuto una funzione di collegamento tra le isole Eolie e l’interno della Calabria, fungendo da scalo marittimo. Tombe a Tholos con banchine scavate nei teneri banchi di roccia arenacea testimoniano di influenze Micenee nell’architettura funeraria tra media e tarda età del bronzo; altre tombe a grotticella artificiale stanno a dimostrare un’occupazione del sito nell’età del ferro. Ma le ultime campagne di ricognizione e ritrovamenti fortuiti hanno permesso di documentare lo stanziamento di coloni Greci nella zona di Campora san Giovanni sin dal VI sec. a.C.

 

Da una necropoli sita in vicinanza del mare provengono, infatti, numerosi reperti pertinenti a tale periodi. Basta qui ricordare, tra i tanti, numerose lekythoi, vasi funerari collocati all’interno della tomba o nelle immediate vicinanze di essa; alcuni aryballoi, vasetti globulari per unguenti; degli stamnoi, vasi di grande dimensioni atti a contenerne altri più piccoli ed una grande varietà di materiali attinenti alla sfera della coroplastica, quali colombe e tartarughe fittili, e una protome femminile di divinità, nella quale si può forse scorgere la figura di Demeter alla quale potrebbe essere dedicato il santuario la cui stipe votiva che ha restituito materiali di età arcaica, sempre in località Imbelli di Amantea che si và rilevandi come un sito di grande rilievo archeologico.

 

Queste recenti scoperte confermano il nostro legame con la grande civiltà Greca, con l’ideologia religiosa e funeraria degli Ellenici, con i loro modelli culturali e la concezione del mito che, fondando e garantendo la realtà in cui l’uomo opera e influenzandone le sue strutture profonde ed inconsce il comportamento e l’agire delle nostre genti, plasma in un orizzonte culturale e rituale movenze e bisogni umani insopprimibili. Noi Calabresi accogliamo con profonda gratitudine e commozione questa eredità di cui la cultura Greca ci ha fatto dono: in essa affondano le nostre radici; da essa germogliano i semi della ragione; da essa sgorgano le sorgenti perenni del nostro immaginario; l’erba tenera del nostro pensiero maturo si stende nei campi d’asfodelo delle scene figurate dei vasi ed il vento che viene dal respiro del mare pre-cosmico ci porta le voci delle creature del mito.

 

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